
Comunico e canto il vino da un personale osservatorio panoramico da cui vedo intrecciati l’aspetto tecnico, sensoriale, sociale, rituale, artistico e spirituale.
Animo degustazioni in cui il vino è un interlocutore da ascoltare e a cui rivelarci: sono convinta che attraverso questo dialogo il vino possa aiutarci a vivere più compiutamente la nostra condizione umana.
Scrivo canzoni e dal 2016 assieme a Stefania Secci Rosa le porto in scena nello spettacolo “una botte e via“, ironizzando sull’ebbrezza, sull’amore e sul modo personalissimo che ognuno ha per sopravvivere al logorio della vita moderna.
Propongo l’attività “canti in cantina” in cui guido gli ospiti alla scoperta di un’azienda e dei suoi prodotti e li coinvolgo offrendo loro una carta dei canti per cantare assieme accompagnati dalla mia chitarra.
In prima media ho trovato una chitarra sotto l’albero di natale – che da noi era un ramo di ginepro tutto spettinato e profumatissimo – e non me ne sono mai più separata.
Ho studiato lingue e ho fatto alcuni lavori senz’anima sino a quando nel 2008 il vino mi ha accolto come una chiesa campestre accoglie un pellegrino.
Sono sommelier certificata AIS e WSET e ho collaborato con: Argiolas, Bosco del Merlo, Castelvecchi, Cantine di Dolianova, Lilliu, Sant’Elena, Tenute Maestrale, Mulleri, (Italia), Terroir al limit (Spagna), Tim Adams Wines, Mr Mick (Australia) e altri.
Nelle cantine ho: fatto la segretaria, recuperato crediti (pochi) sbagliato conti (molti) venduto bottiglie (mai abbastanza) reidratato lieviti (a pacchi) e poi a forza di meritati licenziamenti sono approdata al mestiere di guida a visite e degustazioni.
Contamino questo mestiere con la musica, il gusto per la parola insolita e con tirate esistenziali che partono dai lieviti e approdano alle sfere celesti.
Vedere maschere cadere e umanità irresistibili venirsi incontro, con puntualità, al secondo bicchiere a stomaco vuoto è il piccolo miracolo che celebro cantando il vino, per trattenerne la meraviglia e rievocarla attraverso la musica.


